Crollo Ponte Morandi

Crollo Ponte Morandi: alcune ipotesi del perché

E’ arrivato a 43 il numero delle vittime coinvolte nel crollo Ponte Morandi avvenuto il 14 agosto attorno alle 11.37 circa.

L’ipotesi a cui si è giunti sono “una serie di concause” e non soltanto la rottura di uno strallo, così ha affermato Roberto Ferrazza, presidente della Commissione ispettiva del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dopo il sopralluogo tra le macerie del ponte, avvenuto domenica 19 agosto.

Crollo Ponte Morandi: possibile rottura dello stratto

Sin dall’inizio, il cedimento di uno strallo del pilone 9, quello che poi è crollato su se stesso, è stata l’ipotesi più riscossa.

Gli stralli non sono altro che gli enormi cavi laterali che collegano la sommità dei piloni al piano del viadotto, aiutando a sostenere l’intera struttura.

Quello che rimane da capire è se lo strallo sia sia rotto prima o dopo un altro guasto.

“Il ponte non è caduto nella sua proiezione: prima si è storto, poi è caduto“, sostiene Ferrazza.

Crollo Ponte Morandi: il cedimento delle mensole

Un’altra ipotesi è che lo strallo si sia rotto in seguito al cedimento di una campata del ponte, soprattutto dopo il cedimento delle enormi mensole che ssotengono gli impalcati, ovvero i blocchi di strada tra i due stralli.

Lo strallo è una bretella “che tiene la trave, l’impalcato su cui circolano gli automezzi: la sua rottura può essere stata determinata sia da un comportamento anomalo della trave o dal cedimento delle mensole che tengono gli impalcati”, spiega Ferrazza. “Una eventuale rottura della mensola può aver fatto girare l’impalcato e sovraccaricato lo strallo“.

Sicuramente gli stralli e l’impalcato hanno ceduto prima del pilone di cemento.

Resta quindi da capire quale delle due strutture abbia ceduto per prima.

Crollo Ponte Morandi: il fulmine, il maltempo, la manutenzione

In uno dei video che riprende il Ponte Morandi negli istanti finali della tragedia, si vede una specie di lampo.

Durante il disastro, a Genova veniva giù una pioggia davvero intensa, infatti c’è chi ha ipotizzato che sia stato un fulmine a scatenare una catena di reazioni, causate dai mali pregressi del ponte.

Un ingegnere progettista, Mario Paolo Petrangeli, formato proprio nello studio Morandi, in un’intervista ha così affermato: “Direi proprio che questo sia da escludere. Mi pare poco verosimile, tenderei più a pensare a fenomeni di fatica“.

Il Ponte Morandi venne inaugurato nel 1967 ma fu progettato per sostenere un certo traffico che, negli anni 60 era limitato, cresciuto poi a dismisura.

Inoltre Petrangeli difese anche l’operato del suo maestro Riccardo Morandi, escludendo errori all’interno del progetto e parlando di problemi nella manutenzione.

Gli stralli erano stati realizzati in calcestruzzo precompresso, un materiale che nel tempo si è rivelato molto più vulnerabile di quanto si pensasse, in particolare se esposto a condizioni ambientali particolarmente aggressive.

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