permesso di costruire

Permesso di costruire: in quali casi il Comune può negarlo?

Secondo quali argomentazioni il Comune può decidere se negare o concedere il permesso di costruire?

Oltre alle valutazioni tecniche ed il rispetto delle norme vigenti, ci sono altri aspetti da poter consierare.

Lo ha spiegato proprio il Tar Campania con la sentenza 1388/2018.

PERMESSO DI COSTRUIRE: IL CASO PRESO IN ESAME

Nel caso preso in esame, un cittadino aveva richiesto il permesso di costruire per realizzare un fabbricato per un’abitazione di tipo civile.

Il Comune però aveva negato il rilascio del titolo abilitativo dal momento che non era stato richiesto dal proprietario dell’area su cui sarebbe sorto l’edificio.

Secondo l’Ufficio tecnico, mancava “un titolo leggittimante al rilascio del provvedimento abilitativo”.

L’interessato, aveva presentato ricorso sostenendo di detenere il possesso dell’area, così come risultava da una serie di documenti presentati.

PERMESSO DI COSTRUIRE: CHI PUO’ RICHIEDERLO?

I giudici hanno spiegato che, secondo l’articolo 11 del Testo Unico dell’Edilizia, il permesso dicostruire “non è riservato solo ai proprietari, ma anche a chi abbia il titolo per richiederlo”.

Ha “titolo per richeidere il permesso di costruire”, si legge nella sentenza, chi ha la legittima disponibilità dell’area su cui intende edificare in base ad una relazione qualificata di natura anche solo obbligatoria.

Questo significa che non è necessario avere un titolo di proprietà, ma è sufficiente detenere il possesso dell’area.

Nel caso preso in esame, il richiedente aveva dimostrato di essere il possessore del fondo sulla base di una precedente sentenza e di due perizie effettuate qualche anno prima.

A sua volta, il Comune non aveva ipotizzato la presenza di altri possibili titolari che avrebbero potuto opporsi all’edificazione.

Sulla base di questi motivi, il Tar ha accolto il ricorso spianando la strada al rilascio del titolo abilitativo.

PERMESSO DI COSTRUIRE: IL CAMBIO DI DESTINAZIONE D’USO DI UN IMMOBILE

Come già confermato anche dalla Suprema Corte di Cassazione, il cambio di destinazione d’uso di un immobile urbanisticamente rilevante e quindi tra categorie edilizie diverse, è soggetto all’ottenimento di un titolo ediliziio abilitativo (il permesso di costruire).

Lo ha ribadito anche il Consiglio di Stato con la sentenza n. 6562 del 20 novembre 2018 con la quale ha accolto il ricorso presentato per l’annullamento di una decisione di primo grado concernente ingiunzione di demolizione e il ripristino della destinazione d’uso.

Fonte edilportale.com

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