Giornale dei lavori

Cos’è e chi deve redigere il giornale dei lavori?

Il giornale dei lavori è un documento contabile con cui si controlla l’andamento tecnico ed economico di tutte le varie fasi di un’opera. È una sorta di diario, aggiornato quotidianamente, che funziona da garanzia su cos’è stato fatto in quel giorno e monitorare quindi il progresso dei lavori.

Per esperienza personale ti posso assicurare che la redazione del giornale dei lavori crea sempre un po’ di dibattito tra l’impresa e il Direttore Lavori (ovvero la figura professionale, scelta dal cliente, che ha il compito di seguire il regolare andamento del cantiere.)

Infatti, in passato, mi è capitato di aver compilato il giornale dei lavori, di aver fatto la richiesta della firma del Direttore dei lavori e di sentirmi dire come risposta: “no, io non lo firmo”.

Fortunatamente i casi sono pochi, ma credo sia opportuno fare alcune precisazione a riguardo.

Il DM 49/2018 stabilisce le Linee guida del Direttore dei Lavori e all’articolo 14 dello stesso indica che tra i documenti contabili che devono essere predisposti e tenuti dal direttore dei lavori c’è proprio il giornale dei lavori.

Ecco l’estratto del DM:

“1. I diversi documenti contabili, predisposti e tenuti dal direttore dei lavori o dai direttori operativi o dagli ispettori di cantiere, se dal medesimo delegati, che devono essere firmati contestualmente alla compilazione rispettando la cronologia di inserimento dei dati, sono:

a) il giornale dei lavori in cui sono annotati per ciascun giorno almeno:

1) l’ordine, il modo e l’attività con cui progrediscono le lavorazioni;

2) la qualifica e il numero degli operai impiegati;

3) l’attrezzatura tecnica impiegata per l’esecuzione dei lavori;

4) l’elenco delle provviste fornite dall’esecutore, documentate dalle rispettive fatture quietanzate, nonché quant’altro interessi l’andamento tecnico ed economico dei lavori, ivi compresi gli eventuali eventi infortunistici;

5) l’indicazione delle circostanze e degli avvenimenti relativi ai lavori che possano influire sui medesimi, inserendovi le osservazioni meteorologiche e idrometriche, le indicazioni sulla natura dei terreni e quelle particolarità che possono essere utili;

6) le disposizioni di servizio e gli ordini di servizio del RUP e del direttore dei lavori;

7) le relazioni indirizzate al RUP;

8) i processi verbali di accertamento di fatti o di esperimento di prove;

9) le contestazioni, le sospensioni e le riprese dei lavori;

10) le varianti ritualmente disposte, le modifiche od aggiunte ai prezzi;”

Quindi, non solo deve firmarlo, ma dovrebbe addirittura redigerlo lui stesso.

Ora io non voglio essere estremo, perché credo che nella costruzione di un immobile sia indispensabile la collaborazione di tutte le parti, e ritengo che la compilazione del giornale dei lavori sia più facile per l’impresa edile.

Ma ritengo corretto – proprio per lo spirito di collaborazione – che il direttore lavori lo legga, faccia le opportune correzioni – qualora necessarie – e lo firmi per presa visione e per accettazione per permettere un avanzamento del cantiere più sicuro per il committente.

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Diplomato all’istituto Tecnico per Geometri di Rovigo, ha iniziato a lavorare nel mondo dell’edilizia nel 1997. È specializzato nel settore della preventivazione e dei computi metrici estimativi.
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